Home Sitemap Maschi / Males Femmine / Females
Cuccioli / Litters Shows News Email
  IL CARATTERE DEL BASSOTTO


Forse a volte avrete sentito dire: “Ci sono i cani e poi ci sono i Bassotti”. Effettivamente, seppur ovviamente appartenenti al genere canino, i bassotti sono dotati di personalità e acume non sempre riscontrabili in altre razze canine.
Intelligente e molto perspicace, il bassotto spesso riesce a conquistare anche la persona più restia verso gli animali e, a dispetto delle sue gambe corte, è un cane molto attivo sia fisicamente che caratterialmente.

Già fin da cucciolo sa quello che vuole; appena arrivato in famiglia cercherà di individuare chi sarà la sua “guida” per la vita; quasi certamente sarà la persona che più si farà rispettare da lui, che lo amerà, facendolo sentire un componente della casa a tutti gli effetti ma inducendolo nello stesso tempo a rispettare le regole basilari della felice convivenza uomo-animale.
Il Bassotto è un cane che dà tutto sé stesso alla persona amata, ma sempre senza essere servile.

Sentendosi quasi alla “pari” con il suo padrone, cerca sempre di intuirne i sentimenti, le decisioni, guardandolo spesso negli occhi e cercando di sottolineare le sue sensazioni con mimica facciale e  vocalizzi; inoltre è permaloso, e se ritiene di essere stato offeso, al richiamo del padrone spesso si girerà all'altra parte, ignorandolo dignitosamente.
Ama “costruire” un rapporto di fiducia e amore con la sua famiglia umana, difendendola e cercando sempre di interagire con i suoi componenti, pur mantenendo la sua personalità.
Cane da caccia prevalentemente in tana (il suo nome tedesco “dachshund” significa appunto cane da tasso) mantiene (o dovrebbe mantenere) un innato istinto venatorio che lo porta spesso a seguire,
durante le passeggiate nei boschi, tracce odorose di volpi, cinghiali, conigli selvatici; nello stesso tempo, però, è in grado di convivere tranquillamente con gatti e altri animali che fanno parte della famiglia, purché, ovviamente, la loro integrazione avvenga in maniera graduale.

Come molti proprietari di bassotti sapranno, il nostro è molto coraggioso, e non esita a farsi valere anche verso suoi simili molto più grandi lui.
Ottimo cane da allarme, è in grado inoltre di difendere la proprietà, segnalando la presenza di intrusi (non sono pochi infatti i bassotti che hanno sventato furti).
Vivace, svelto, sempre attento al suo compagno umano, il Bassotto è un ottimo cane da compagnia (oltre che da caccia), che sa permeare con la sua forte personalità la casa in cui vive,e che sa farsi amare per il suo modo di essere un eccellente piccolo grande compagno di vita.

  IL BASSOTTO TEDESCO IN TANA


Il bassotto nasce come cane da tana; la sua morfologia è stata creata proprio per poter entrare con facilità nelle tane di tassi, volpi, conigli, ma per introdursi in una dimora abitata da selvatici che possono essere pericolosi e aggressivi, non basta avere un corpo adatto, sono necessari infatti anche carattere e notevoli doti venatorie.
Ed è proprio nel bassotto che troviamo questa spiccata attitudine di coraggio e tenacia al punto di non mollare mai il nocivo, anche a costo di rimetterci la propria vita.
In fatto di coraggio in tana, questo cane non ha eguali nel mondo cinofilo, infatti sa essere talmente caparbio e determinato in quello che vuole, da aspettare il nocivo per ore e ore, anche giorni, senza toccare cibo.
Ma entriamo un po’ nel vivo di come oggi la nostra razza sta vivendo il mondo del lavoro in tana.
Si può tranquillamente dire che al confronto di altri cani da caccia il nostro bassotto attuale è bello e bravo; proprio così; ciò è dovuto soprattutto agli allevatori, caparbi e costanti nel loro lavoro e all’ABC, Amici Bassotto Club, la società specializzata riconosciuta dall’Enci, che da quando è stata istituita ha sempre preteso la prova di lavoro nelle taglie standard per accedere al campionato Italiano

di bellezza e la prova di lavoro nelle taglie nana e kaninchen per conseguire il campionato Internazionale di bellezza. Si può perciò dire che negli anni si è mantenuto innato nella nostra razza questo istinto di cane da tana e sono sempre più numerosi i soggetti iscritti alle prove di lavoro.
A chi si avvicina per la prima volta a questo settore del mondo bassottista, vorrei dare alcuni consigli su come abituare il proprio bassotto alla tana.

L’addestramento va sempre fatto con molta calma; non bisogna mai pretendere o peggio ancora obbligare il nostro bassotto ad entrare per forza in tana, lo potremmo rovinare per sempre;
il percorso della prova, infatti, luogo alquanto buio e stretto, può spaventare il giovane soggetto; quindi mai infilarlo dentro a forza.
Dovremmo piuttosto avvicinarlo a questo addestramento quasi per gioco, magari dietro a un soggetto esperto, (chiamato anche cane nave), che trasmetterà al giovane sicurezza e voglia nell’imitarlo. Ad ogni piccolo passo in avanti il soggetto va premiato, e lo faremo con la nostra voce, la nostra gioia e la voglia di insegnargli, perché il bassotto ha un carattere così leale, che psicologicamente è molto più appagato quando ci vede felici e soddisfatti per quello che ha fatto, piuttosto che ricevere in premio un biscotto o quant’altro.
Solo dopo che il bassotto sarà entrato tranquillamente in tana, avrà percorso il tragitto e ne sarà uscito scodinzolando, potremo provare a introdurre il selvatico; all’inizio è bene iniziare con un coniglio o con un porcellino d’india che rinchiuderemo dentro l’apposito “forno” provvisto di grata di divisione. Il bassotto, una volta iniziato il percorso, arriverà alla grata che lo separa dal selvatico, quindi, osserverà guardingo cosa sta succedendo, iniziando a studiare la situazione;fisserà il nocivo, poi inizierà a raspare e mordicchiare la

grata stessa,e poi dopo vari tentativi mugolerà, ma quando vedrà che non può prendere la preda, scatterà quel qualcosa che è dentro di lui e inizierà ad abbaiare. La voce infatti, una delle fondamentali doti venatorie del bassotto, deve essere forte e ben cadenzata ed ha la funzione di segnalare la presenza del selvatico in quel determinato punto, questo perché nella tana naturale è importantissimo che il bassotto si faccia sentire da molto lontano. Ovviamente esistono, e non sono pochi, i bassotti che hanno innato questo istinto, e per loro è del tutto naturale e normale entrare da subito in tana e andare alla ricerca del nocivo. Per poter conservare negli anni questa dote venatoria del bassotto, e non trasformarlo in un soggetto snaturalizzato e soltanto da compagnia, la società specializzata, come abbiamo già detto, ha sempre giustamente preteso la prova di lavoro; a tal scopo quindi, per poter svolgere prove di gare per cani da tana, sono state costruite negli anni tane artificiali con caratteristiche ben precise.

La tana artificiale
È quasi sempre costruita in legno, sotterrata o semi-interrata, a forma di otto con entrata e più uscite; deve essere ispezionabile dall’alto nella sua interezza per mezzo di coperchi incernierati sempre in legno, sui quali si dovranno praticare dei fori atti a ospitare delle bandierine che con il loro movimento al passaggio del selvatico o del cane, diano al giudice di gara e al pubblico, l’esatta posizione del lavoro svolto.
Saranno presenti delle difficoltà per simulare quelle naturali:
Strettoia, salto, saliscendi, etc. Vi saranno diversi bivi, e nel condotto così formato devono essere sistemati anche almeno 5 cassoni a forma circolare detti forni, con diametro compreso fra 40 e 50 cm, aventi anch’essi il coperchio con cerniera. Tali forni hanno lo scopo di rinchiudere il selvatico e di consentire ad esso e al cane una maggiore libertà di movimento; le dimensioni della tana devono essere di cm 18 di larghezza e di cm 20 di altezza dal suolo al coperchio; è permesso l’utilizzo di tane con dimensioni interne ridotte di 2 cm sia in larghezza che in altezza. Il primo forno deve essere posto fra i 2 e i 10 metri rispetto all’entrata della tana e in questo tratto vi deve essere al meno una semicurva.

Dal primo forno devono partire altri due condotti di lunghezza variabile tra 5 e 10 metri, che si devono ricongiungere nel secondo forno, formando una specie di anello. Dal secondo forno devono partire altre due gallerie che devono formare un secondo anello che deve avere uno sviluppo in lunghezza compreso fra i 10 ei 20 metri. In questo secondo anello vi possono essere altri due forni da uno dei quali parte un’uscita secondaria; ovviamente ogni tana artificiale deve essere omologata dall’Enci, ( Ente Nazionale della Cinofilia Italiana ) e deve altresì essere costruita in un posto appartato e completamente recintato. Prima di poter partecipare alle gare di tana, il bassotto deve aver superato la prova di sparo.

Negli anni la metodologia di prove in tana ha subito diversi cambi di regolamento, che l’hanno resa più o meno facile, ma sempre indispensabile per mantenere le caratteristiche venatorie del nostro bassotto.
Attualmente i soggetti standard nelle tre varietà di pelo possono partecipare a prove con volpe (sigla FBJA). Esiste anche una prova chiamata con sigla BHFK/95 dove viene utilizzata la medesima tana con l’aggiunta di un forno girevole o lineare che permette al cane di mettere “in cassetta” la volpe.
Una scheda di giudizio attuale di tana comprende le seguenti voci, seguite dal punteggio di voto massimo e moltiplicatore fisso:

1) ENTRATA in TANA: Voto Max 4 Moltiplicatore 5 Punt. max 20

2) TEMPERAMENTO e PERSEVERANZA: Voto Max 4 Moltiplicatore 6 Punt. max 24

3) PASSIONE : Voto Max 4 Moltiplicatore 6 Punt. max 24

4) VOCE: Voto Max 4 Moltiplicatore 8 Punt. max 32

Punteggio massimo totale 100 punti con qualifica di eccellente;
Saranno sempre eccellente i cani con punteggio complessivo tra i 90 e 100 punti;
Molto Buono tra i 75 e 89 punti,
Buono tra i 50 e 74 punti.
I soggetti che avranno conseguito un punteggio inferiore ai 50 punti saranno considerati insufficienti e pertanto non verranno qualificati.
Se più cani a fine prova otterranno 100 punti, dovranno affrontare uno spareggio deciso dal giudice di gara fra scavo e velocità. Il CAC (Certificato di Attitudine al Campionato italiano di lavoro), potrà essere assegnato solo al cane che si classificherà primo eccellente 100 punti.

Poiché ci si deve confrontare sempre di più con la realtà attuale, dove norme sempre più severe tutelano giustamente flora e fauna, mi sembra giusto prenderne atto e far sì che queste prove di lavoro si svolgano nella maniera più idonea possibile, nel rispetto sia del selvatico che del bassotto stesso.
Affinché il bassotto mantenga immutato il suo carattere, non solo il suo aspetto fisico, penso sia necessario che allevatori ed appassionati continuino ad operare con abilità e a saper affrontare con fermezza tutte le problematiche che si potranno presentare nei confronti della razza.
Sperando che ancora fra cento anni il nostro amico bassotto sia sempre lo stesso, a tutti il dovere e il piacere di mantenerlo e custodirlo così.

M.B.


Riferimenti Bibliografici: - Regolamento Generale delle Prove di Lavoro Test Attitudinali per Bassotti, in vigore dal 01/2007

  IL BASSOTTO TEDESCO: Standard e Colori

Sarà sicuramente capitato ad alcuni di voi, andando a passeggio, di incontrare un bassottino, e molto probabilmente sarà stato di colore fulvo o nero focato se a pelo corto e lungo, o cinghiale se a pelo duro. Questi, infatti, sono senz’altro i colori più comuni (almeno nel nostro paese); in realtà ne esistono anche altri, ammessi e non, dallo standard ufficiale tedesco.
Osserviamo quindi la definizione dei colori del bassotto nello stralcio
dello standard FCI n° 148 del 09/05/2001, che recita:

"Bassotto a pelo corto; Colore:
a) Soggetti unicolore: fulvo, fulvo-giallo, giallo, in tutti i casi con o senza peli neri frammisti.
E’ preferibile un colore pulito ed il colore fulvo deve considerarsi più pregiato del fulvo-giallo e del giallo. Anche i cani con molto pelo nero frammisto appartengono a questa varietà e non a quella dei cani d’altri colori. Il bianco non è desiderabile, ma isolate piccole macchie non portano alla squalifica. Naso e unghie nere; è ammesso anche il marrone-rossiccio, ma non è desiderabile”

   

Diremo perciò, commentando, che nei fulvi è più desiderato un colore intenso rispetto a uno giallastro, così come un occhio scuro, tartufo e unghie nere sono da preferire a occhi di tonalità più chiara e a tartufo e unghie rossicce, in quanto questi ultimi rappresentano una perdita di pigmentazione. Molto comune è senz’altro anche il colore chiamato fulvo carbonato, che si presenta appunto fulvo con peli neri frammisti, che possono essere in diversa concentrazione sul corpo del bassotto, sovente sul dorso, sui lati del collo, sul petto, così come in altre parti.

"b) Soggetti bicolore:

Nero cupo o marrone, in entrambi i casi con segni di colore ruggine o gialli (focature) sopra agli occhi, ai lati della mascella e del labbro inferiore, sul margine interno delle orecchie, sul petto, nella parte interna e posteriore degli arti, delle zampe, attorno all’ano e da qui fino a da circa un terzo  alla metà della zona inferiore della coda. Il naso e unghie neri nei bassotti neri, marrone nei bassotti marrone. Il bianco non è desiderabile, ma la presenza di singole piccole macchie non porta alla squalifica. Una focatura troppo estesa non è desiderabile”

 

Il bassotto nero focato è senz'altro fra i più comuni; basilare è la presenza delle focature nei punti prestabiliti; esse non dovranno essere però eccessivamente estese, o, al contrario, troppo ridotte, così come troppo scure, tendenti al nero.
Anche in questo caso importante è il mantenimento di buona pigmentazione sia nelle unghie che nel tartufo, così come è preferito un occhio molto scuro; può essere frequente inoltre, riscontrare sul petto una piccola macchia bianca, che non viene considerata un difetto.

Il bassotto marrone focato (detto anche cioccolato), si incontra più raramente; di colore marrone con focature nei consueti punti prestabiliti, ha tartufo e unghie marroni così come occhi di tonalità meno scura; nel complesso questi bassotti presentano minore pigmentazione del nero focato.

 

"c) Soggetti Arlecchini ( tigrati o macchiati):
Il colore di base è sempre un colore scuro (nero, fulvo o grigio). Sono desiderabili macchie grigie o beige irregolari (non desiderabili grosse chiazze). Non deve prevalere né il colore scuro né quello chiaro. Il colore dei bassotti tigrati è fulvo o giallo con striature più scure. Il naso e le unghie si presentano come nei bassotti unicolori e bicolori”
.

Il bassotto arlecchino (chiamato anche Dapple o Merle ), non è molto diffuso in Italia; spesso appariscente e inusuale, attira facilmente l’attenzione del cinofilo.
Il mantello ideale dovrebbe avere una certa armonia ed equivalenza fra il colore di base e le macchie, che, inoltre non dovrebbero essere troppo estese; sono anche in questo caso da ricercare tartufo e unghie nere. Talvolta, negli arlecchini si riscontrano occhi gazzuoli (completi o marezzati); tale caratteristica, sebbene non desiderata, è tollerata, ma solo in questo colore di mantello. L’allevamento del bassotto arlecchino è un'esperienza appagante, e può produrre veramente soggetti di alta qualità; è bene però che sia intrapreso da persona esperta e profonda conoscitrice della razza,

in particolar modo nell’ambito genetico del fattore Merle, coinvolto appunto in questa colorazione; tale elemento infatti, oltre alla produzione di aree di bianco a varia estensione, in situazione di omozigosi determina, fra le altre cose, gravi effetti a livello della vista e della funzione uditiva; il suo utilizzo quindi deve essere valutato in maniera molto attenta nell’allevamento.

Il bassotto tigrato, ad oggi è senz'altro uno dei più rari da vedere nel nostro Paese; il colore di base è solitamente fulvo o giallo sul quale si hanno striature o tigrature scure che tendono ad avere orientamento pressappoco verticale in rapporto all’asse mediano del corpo, e che, a seconda della quantità ed estensione, possono essere più o meno nette e visibili sul mantello; la colorazione di naso e unghie è come per gli unicolori e bicolori.

"Bassotti a pelo duro; Colore
Prevalentemente da color cinghiale chiaro fino a scuro e anche color foglia secca; inoltre è ugualmente valido quanto precedentemente detto per i colori del pelo corto da a) fino a c)”

Il colore più comune nel bassotto a pelo duro è senz'altro il cinghiale; tale colore, che ritroviamo negli animali selvatici e che può presentarsi in diverse tonalità, è provvisto delle tipiche focature nei punti consueti prestabiliti, come nel bassotto bicolore.

E’ importante anche in questo caso che sia rispettata la buona pigmentazione di tartufo e unghie, così come è preferito un occhio di colore scuro. Non sono considerate difetto eventuali piccole macchie bianche sul petto; il bassotto a pelo duro si può ritrovare inoltre, anche se con minor frequenza, nella colorazione cinghiale cioccolato e in quelle precedentemente riportate per il pelo corto.

"Bassotti a pelo lungo; Colore
Vale  quanto precedentemente detto per i colori del pelo corto da a) fino a c)

Nel bassotto a pelo lungo il colore attualmente più comune nelle tre taglie è senz’altro il fulvo e, anche in questo caso come per il pelo corto è da preferire una tonalità più intensa rispetto ad un colore giallastro; abbastanza frequentemente si incontrano bassotti di colore tendente al rosso mogano. Nonostante la prevalenza del colore fulvo, sono presenti da anni sui ring delle esposizioni cinofile anche ottimi soggetti di mantello nero focato e arlecchino, prevalentemente di taglia nana e kaninchen; il colore tigrato invece, rimane molto raro da incontrare, anche in questo tipo di pelo.


Riassumendo, i colori attualmente ammessi dallo standard di razza sono:

- Unicolore (fulvo-fino al giallo, compreso il carbonato)
- Bicolore (nero focato e marrone focato)
- Arlecchino
- Tigrato
- Cinghiale

Come detto a inizio capitolo, esistono bassotti, però, (soprattutto nei paesi anglosassoni), che presentano colorazioni non ammesse dallo standard FCI n° 148 del 09/05/2001 (attualmente in vigore);
fra esse possiamo citare :

- Bianco totale
- Bianco focato (estremamente raro)
- Nero (senza focature)
- Crema
- Isabella focato
- Blu focato
- Pezzato (chiamato anche Piebald).

Vorrei chiudere questo breve e semplice capitolo sui colori del bassotto, augurandomi che possa essere utile per il neofita e non, come strumento di aiuto verso una maggiore conoscenza sulle peculiarità di questa razza così particolare e unica.

A.G.

Riferimenti bibliografici:
- F. Bonetti, Zoognostica del cane, Editrice San Giorgio, Bologna, 1995
- F. Bordignon, Il cane antologico, Levante Editori-Bari, 2003
- Commento WUT (Welt Union Teckel) allo standard FCI Bassotto N °148 del 09/05/2001
- Standard FCI N° 148 del 09/05/2001

Tutte le foto sono di proprietà degli Autori.
Nessuna parte del testo può essere riprodotta senza l'autorizzazione scritta degli Autori.

 

Web art by Isabella Milani - - Copyright © 2009-2010 - A. Giorgi e M. Baria - All rights reserved